Mercoledì si incontreranno per discutere della riforma dei contratti. Ma la Cgil, alla vigilia del vertice con Confindustria, Cisl e Uil, fa già sapere che trattare non ha più senso. «La trattativa con Confindustria – ha spiegato Epifani – ha esaurito il suo significato. Dobbiamo rilanciare la nostra piattaforma unitaria e chiedere formalmente l’allargamento del tavolo di confronto alle altre rappresentanze datoriali».La riforma proposta da Confindustria si basa soprattutto sul rafforzamento della contrattazione aziendale a discapito di quella nazionale, e per la presidente Emma Marcegaglia «è l’unico modo, oggi, per poter aumentare anche gli stipendi». Tre settimane fa, in un’intervista, la Marcegaglia aveva duramente attaccato il sindacato guidato da Guglielmo Epifani. «La Cgil è liberissima di dire no – aveva detto a proposito della riforma dei contratti – Poi però dovrà spiegarlo ai propri iscritti nelle fabbriche». Il sindacato le aveva immediatamente risposto, spiegandole che di certo «i toni usati mettono in difficoltà la trattativa».Ora al direttivo della Cgil, Epifani, ha spiegato perché la proposta della Marcegaglia non convince: «Arriveremmo al rischio di avere 4 o 5 diversi modelli contrattuali a seconda dei settori, cosa che determinerebbe un dumping sociale molto grave con la corsa alla tipologia contrattuale più conveniente, in una fase di riorganizzazioni aziendali e settoriali profonde».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79494


