Sono solo tre, Moody’s, Standard & Poor e Fitch, ma negli anni si sono spartite il 96% del reame del rating: insieme distribuiscono pagelle, danno voti sulla solvibilità dei debiti sovrani, innalzano o declassano nazioni a seconda che quelle “A” abbiano o non abbiano il segno più, per non parlare della fatidica “B”, anticamera della bocciatura di un titolo che potrebbe non risorgere più, fino all’abisso del junk bond, l’obbligazione spazzatura.
Il loro giudizio sembra insindacabile, la loro influenza è somma, la loro potenza quasi inscalfibile.Ma chi sono e da dove vengono queste tre sorelle che arbitrano i destini e le fortune di mezzo mondo’Cominciamo a dire che le tre agenzie non sono enti morali né associazioni a scopo benefico, bensì si tratta di società private a scopo di lucro.
A volte il debitore è indotto perfino a cedere beni di sua proprietà a qualsiasi prezzo pur di evitare un peggioramento del rating, così come sotto una certa soglia di rischio le banche ed altri soggetti sono obbligati a liberarsi di certe obbligazioni, anche a costo di svenderle.
Al di là del palese conflitto di interessi ‒ che potrebbe restare nella migliore delle ipotesi nel campo della pura teoria ‒ vi è l’effetto “bolla”, cui le tre agenzie sembrano a loro volta soggette: quando le Borse vanno a gonfie vele, quando tutti comprano e si indebitano, le tre agenzie tendono a regalare voti alti a tutti; quando la tendenza si inverte, declassano senza pietà.Ma accade anche il contrario, ovvero il sospetto ritardo nell’abbassare il rating, o peggio la manifesta complicità ‒ su questo sta indagando il Senato americano ‒ nel dare pagelle eccellenti a titoli spazzatura truffando gli investitori a beneficio delle banche d’affari.Ma l’effetto forse più letale che un verdetto negativo da parte di queste agenzie può produrre è quello che si riverbera sui cambi.
Fonte:
http://www.avvenire.it/Economia/Agenzie+di+rating_201005070931258030000.htm
