Si tratta di due monaci russi originari degli Urali (governatorato di Ekaterinburg). Furono uccisi nel 1856 non si sa da chi (ma Il’ja Semenenko-Basin nel suo libro «Eternamente fiorisce» – La Casa di Matriona – suppone che l’ordine sia venuto dai capi locali dello scisma dei Vecchi Credenti detti «senza clero»). Il grande scisma chiamato dei Vecchi Credenti si era consumato nella chiesa russa nel 1654. Questi Vecchi Credenti, che questionavano anche sul numero di dita da impiegare nel farsi il segno di croce, non avevano clero né, ovviamente, gerarchia ecclesiastica a reggerli. Fu proprio al tempo dei monaci Arkadij e Konstantin che il metropolita Amvrosij creò un episcopato per i Vecchi Credenti. I due monaci si misero subito sotto la giurisdizione di Amvrosij e si fecero missionari nello loro terre d’origine per cercare di convincere gli ex sodali ad accettare il nuovo episcopato e, così, rientrare nella pienezza dei sacramenti. Ma, come sappiamo, la loro opera terminò tragicamente. Arkadij cadde alla fine di gennaio e Konstantin a marzo. Sono stati riconosciuti martiri e canonizzati nel 1997. Ah, segnalo il fondamentale Le società di pensiero e la Rivoluzione francese (Il Cerchio), di Augustin Cochin.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324866


