Archivio per Ottobre 2008
Ottobre 14, 2008
da MilanoIl piano elaborato dai governi della zona euro per fronteggiare la crisi dei mercati ha messo il turbo alle Borse di tutto il mondo. Milano con il maggiore rialzo di sempre (+11,5%), ha dominato sulle colleghe europee grazie all’euforia del settore bancario che sul nostro indice ha un peso senza pari in Europa. Intesa Sanpaolo, la prima banca italiana, ieri è volata del 18% a 3,35 euro. Il mercato ha premiato la cautela del suo portafoglio. «L’istituto guidato da Corrado Passera ha una leva sugli investimenti di 18 volte contro il 28 di Unicredit», ricorda un analista. Ha brindato con meno entusiasmo l’altro big di Piazza Affari. Unicredit ieri ha messo a segno un rialzo dell’ 11,3%. Dal 15 settembre, l’indomani del fallimento di Lehman Brothers, il titolo ha perso il 38%, mentre con il forte rimbalzo di ieri le quotazioni sono tornate al livello di giovedì scorso. «Nonostante la reazione in Borsa le criticità del gruppo rimangono – spiega un analista –. Unicredit ha in portafoglio oltre 11 miliardi di Abs, particolari strumenti finanziari tra più esposti alla crisi che scuote i mercati». Forti rialzi anche per gli altri titoli del settore dove si sono messi in evidenza la Popolare Milano (+17%) e il Banco Popolare (+16,2%). La banca meneghina era reduce da un -44% da metà settembre, nello stesso periodo il Banco Popolare aveva perso il 38%. A penalizzare i due gruppi è stata la scarsa solidità finanziaria, le due banche hanno un core Tier I inferiore al 6% e gli investitori temevano la necessità di un aumento di capitale.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297846
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Ottobre 14, 2008
La svolta è arrivata a un pranzo a casa di Tzipi Livni, ieri. La leader di Kadima, dopo settimane di difficili negoziati segreti con Ehud Barak, è riuscita a convincere il capo dei laburisti a entrare in coalizione con lei. La bella signora dei sobborghi bene di Tel Aviv, l’ex agente del Mossad che ha preferito alla carriera nei servizi segreti il marito pubblicitario e i due figli, per buttarsi pochi anni più tardi in politica, è sempre più vicina a conquistare la poltrona di primo ministro. Ma non è ancora fatta. Barak più che dal pranzo è stato convinto dall’alternativa a un governo con Kadima: per il suo partito, Avoda, sarebbe infatti difficile avere successo se si andasse a elezioni anticipate, mentre nell’ombra si scalda il leader della destra del Likud, Benjamin Netanyahu, re dei sondaggi. Meglio allora un posto al sole con Livni. La lunga lista di richieste alla signora di Kadima si è dunque stemperata durante le trattative: Barak resta responsabile della Difesa, diventa senior tra i ministri e vicepremier. Ma non sarà, come voleva, leader nei negoziati indiretti in corso con la Siria, sarà solamente coinvolto. Per qualcuno, le tensioni nei difficile tête-à-tête negoziali tra Livni e Barak hanno origine in questioni personali. L’ex primo ministro, ex capo di Stato maggiore, ufficiale dell’esercito, dicono, non sarebbe certo contento di prendere ordini da un «soldato semplice».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297902
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Ottobre 14, 2008
Nuova stangata di Bruxelles per i produttori di latte italiani che hanno superato le quote di produzione assegnate dall’Ue nella campagna 2007-2008: dovranno pagare alle casse europee 160,6 milioni di euro, portando ad oltre quattro miliardi, secondo gli esperti, le multe accumulate dall’Italia dall’avvio, nel 1984 nell’Ue, del regime delle quote latte. Quest’anno, i produttori europei dovranno versare multe per quasi 340 milioni, di cui il 47% a carico degli italiani ed il 30% – e questa è una novità – a carico dei tedeschi. «I dati diffusi dalla Commissione Ue non sono che la conferma della costante ed immotivata penalizzazione che il nostro Paese ha fino ad oggi subito ingiustamente», commenta il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia, secondo il quale «questi numeri ci dicono quanto penalizzanti siano state le scelte miopi fatte più di vent’anni fa».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297909
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Ottobre 14, 2008
«Sette mesi prima del via del Giro del Centenario si parla della corsa rosa: mi sembra già un buon motivo per dire che Armstrong al Giro possa solo fare bene». Angelo Zomegnan è soddisfatto. Il direttore del Giro crede in questo progetto e non teme nemmeno i giudizi dei detrattori. «So che c’è chi non vede di buon occhio questo suo ritorno alle corse, so che molti storceranno il naso, ma io ho imparato ad andare per la mia strada, con un mio progetto e una mia finalità. Lance Armstrong rientra perfettamente nel progetto del Giro del Centenario».
C’è un Lance Armstrong che vince il mondiale a soli 21 anni (il più giovane della storia, Oslo ’93), ce n’è un altro che lotta per sconfiggere il cancro e torna alle corse più forte di prima. Ora c’è n’è un altro ancora, che decide di tornare alle corse dopo quasi quattro anni di inattività, per dare un nuovo impulso alla sua fondazione che si occupa di lotta al cancro. «Non aver mai preso parte al Giro era uno dei miei più grandi rimpianti da corridore – ha ammesso Armstrong -. Finalmente potrò rifarmi. Tutti dicono che sarà solo per preparare il Tour, invece può essere che venga in Italia per vincere e che proprio il Giro sarà la mia vera corsa a tappe di tre settimane dell’anno». Sì, non è così scontato che il texano torni sulle strade di Francia.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297952
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Ottobre 13, 2008
Il gruppo E.ON opera con oltre 95mila collaboratori in 30 Paesi. Nato nel 2000 dalla fusione delle conglomerate industriali tedesche Veba e Viag, oggi E.ON può contare su 40 milioni di clienti e su un fatturato di circa 70 miliardi di euro nel 2007.E.ON integra tutta la catena del valore dell’energia e del gas. Il gruppo è infatti attivo nell’upstream (generazione elettrica e produzione di gas naturale), midstream (importazione, trasmissione e trading di energia) e downstream (fornitura al cliente finale).Al fine di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e delle forniture di energia, il gruppo punta su un mix equilibrato delle fonti in cui, accanto al gas, al carbone e al nucleare, quelle rinnovabili rivestiranno un ruolo sempre più rilevante. È infatti tra gli obiettivi di E.ON puntare su una crescita sostenibile, investendo nell’innovazione tecnologica e focalizzandosi sull’efficienza energetica e sulla salvaguardia dell’ambiente. Circa il 10% del totale degli investimenti previsti – circa 6 miliardi di euro – saranno infatti destinati alle energie rinnovabili, con l’obiettivo di diminuire del 50% entro il 2030 le emissioni di anidride carbonica.Nel nostro Paese E.ON opera in maniera autonoma tramite E.ON Italia, capogruppo della nuova market unit Italy costituita all’inizio del 2008. Da noi E.ON è in grado di supportare la necessaria diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico nel lungo periodo, contribuire alla sicurezza e alla stabilità delle forniture e promuovere lo sviluppo delle rinnovabili.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297722
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Ottobre 13, 2008
L’obiettivo di Ansaldo Nucleare (Ansaldo Energia) è di perseguire la crescita nei tre segmenti strategici dei nuovi impianti, dello smantellamento e del trattamento dei rifiuti radioattivi, del service sulle centrali nucleari in esercizio. In particolare, è impegnata nello sviluppo di nuove tecnologie nel campo della sicurezza delle strutture.La società, con base a Genova, è una realtà di circa 170 tecnici altamente qualificati. Ansaldo Nucleare ha operato negli ultimi vent’anni principalmente all’estero, raggiungendo significativi risultati, quali la realizzazione, in consorzio con l’Atomic energy of Canada limited, delle due unità nucleari da 700 MW a Cernavoda (Romania): la joint venture è stata Autorità di sicurezza del progetto, rispettivamente per il Bop (Balance of plant, parte convenzionale dell’impianto) e per il Nsp (Nuclear steam plan, porzione nucleare dell’impianto) e ha assicurato il project management dell’intero programma, attraverso un team che ha visto la partecipazione per Ansaldo Nucleare di circa 100 specialisti nell’arco di 4 anni.L’azienda è impegnata nello sviluppo di reattori di ultima generazione, come l’AP1000 della Westinghouse, partecipando anche ai piani di ricerca europea su reattori di quarta generazione. Proprio con Westinghouse si ricorda l’importante contratto per la progettazione e la fornitura di componenti da installare nella prima unità della centrale di nuova generazione da realizzarsi in Cina, a Sanmen, località a 400 chilometri a Sud di Shanghai.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297714
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Ottobre 3, 2008
Mercoledì si incontreranno per discutere della riforma dei contratti. Ma la Cgil, alla vigilia del vertice con Confindustria, Cisl e Uil, fa già sapere che trattare non ha più senso. «La trattativa con Confindustria – ha spiegato Epifani – ha esaurito il suo significato. Dobbiamo rilanciare la nostra piattaforma unitaria e chiedere formalmente l’allargamento del tavolo di confronto alle altre rappresentanze datoriali».La riforma proposta da Confindustria si basa soprattutto sul rafforzamento della contrattazione aziendale a discapito di quella nazionale, e per la presidente Emma Marcegaglia «è l’unico modo, oggi, per poter aumentare anche gli stipendi». Tre settimane fa, in un’intervista, la Marcegaglia aveva duramente attaccato il sindacato guidato da Guglielmo Epifani. «La Cgil è liberissima di dire no – aveva detto a proposito della riforma dei contratti – Poi però dovrà spiegarlo ai propri iscritti nelle fabbriche». Il sindacato le aveva immediatamente risposto, spiegandole che di certo «i toni usati mettono in difficoltà la trattativa».Ora al direttivo della Cgil, Epifani, ha spiegato perché la proposta della Marcegaglia non convince: «Arriveremmo al rischio di avere 4 o 5 diversi modelli contrattuali a seconda dei settori, cosa che determinerebbe un dumping sociale molto grave con la corsa alla tipologia contrattuale più conveniente, in una fase di riorganizzazioni aziendali e settoriali profonde».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79494
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Ottobre 3, 2008
Bruno Vespa aveva diffuso dei dati falsi sui bambini rom promossi tra quelli che vanno a scuola. L’Arci lo ribadisce e diffonde i dati veri: «Il 50% dei bambini rom inseriti nel progetto di scolarizzazione gestito dall’Arci solidarietà Lazio viene promosso al termine dell’anno scolastico». Nella sua relazione sulla propria attività annuale nei campi nomadi della capitale a lei assegnati all’interno di un progetto finanziato dal Comune, l’Arci Solidarietà ha voluto rispondere con forza alle cifre sulla scolarizzazione dei bambini rom recentemente diffusi da Bruno Vespa nelle anticipazioni del suo ultimo libro, che parlano di percentuali inferiori sia sulle promozioni che in merito alla frequenza. «Sono falsi per quanto riguarda il numero degli iscritti e dei promossi – ha detto il presidente di Arci Solidarietà, Sergio Giovagnoli -, stiamo studiando la possibilità di intentare causa a Vespa e chiedergli un risarcimento danni al momento dell’uscita del suo libro». I dati falsi riportati da Vespa sono stati successivamente ripresi da alcuni quotidiani, con conseguente danno d’immagine per l’Arci. «Il 50% dei bambini rom sui quali lavoriamo viene promosso – ha spiegato Sergio Giovagnoli – l’ultimo bando prevede interventi complessivamente su 2027 bambini: noi gestiamo 4 lotti, per un totale di 7 campi e 2 piccoli insediamenti». In questi campi, secondo i dati diffusi dall’Arci, sono circa 860 i bambini direttamente gestiti dall’associazione dedita ai servizi sociali, al progetto di scolarizzazione dei rom lavorano 60 operatori dell’Arci e 25 volontari impiegati nel servizio civile.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79465
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Ottobre 3, 2008
Gli otto ferrovieri genovesi, cinque a tempo indeterminato e tre apprendisti, licenziati da Trenitalia l’8 agosto scorso perché uno di loro aveva timbrato il cartellino per gli altri sette, saranno riassunti da Trenitalia a partire dal 15 ottobre prossimo. In pratica, la conciliazione messa in atto dal presidente del Tribunale del lavoro, Marco Gelonesi, fa perdere ai lavoratori due mesi e mezzo di stipendio, ma ne assicura il reintegro. I ferrovieri hanno firmato un documento davanti al Tribunale, in cui ammettono l’errore fatto e accettano il licenziamento e allo stesso tempo Trenitalia si impegna a riassumerli, appunto, dal 15 ottobre prossimo. Gli otto erano stati licenziati in agosto per aver fatto timbrare i propri tesserini da un collega. In sette avevano lasciato l’ufficio e affidato a un collega i propri cartellini. Ma lo avevano fatto per non perdere ore di straordinario.Resta invece ancora aperta la vicenda di Dante De Angelis, il macchinista e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza licenziato dopo le sue denunce sui treni Alta Velocità che si spezzavano.Dai macchinisti arriva cauta soddisfazione e la richiesta di una pronta riassunzione anche per De Angelis. «Accogliamo con soddisfazione la notizia – sostengono i macchinisti di ‘Ancora in marcia’ – ritenendo che la revoca sia da considerare un atto dovuto e la dimostrazione dell’uso eccessivo, improprio o addirittura pretestuoso dello strumento disciplinare da parte di Trenitalia. Tale decisione – sottolineano dalla redazione – rende ancor più ingiustificato licenziamento subito dal macchinista e delegato alla sicurezza, Dante De Angelis, allontanato brutalmente il giorno di ferragosto per alcune dichiarazione sugli incidenti agli Eurostar avvenuti nei mesi scorsi.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79556
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