Archivio per Luglio 2008

h1

Industria, ordini a picco A maggio crollo del 5,3%

Luglio 19, 2008

da MilanoMai così in basso: l’industria italiana tocca il momento peggiore dal gennaio 2004, con gli ordini crollati a maggio del 5,3%, secondo i dati Istat, e del 3,1% rispetto ad aprile. Per quanto riguarda invece il fatturato, il calo è stato del 2,7% su base annua e dell’1,7% su base mensile. Preoccupa soprattutto la flessione particolarmente marcata (meno 6,2% ), degli ordini destinati al mercato estero, mentre sul mercato interno la riduzione è del 4,8% rispetto al maggio 2007. La situazione, però, si inverte se il confronto è fatto rispetto al mese di aprile: in questo caso infatti sono gli ordini nazionali a calare di più (meno 3,6% a fronte di un meno 2% degli ordinativi esteri). Entrando nel dettaglio dei diversi settori produttivi, rispetto al maggio 2007 l’indice degli ordini ha segnato un unico incremento, pari al 5%, nella produzione di metallo e prodotti in metallo. Le variazioni negative più marcate si sono invece registrate in alcuni settori portanti del made in Italy, quali le industrie delle pelli e delle calzature (meno 19,3%) e la produzione di mobili (meno 11,3%): soffre anche la produzione di apparecchi elettrici e di precisione (meno 10,9%). Non solo il dato «è peggiore delle attese»,commenta preoccupato Fabio Pammolli, direttore del centro studi Cerm, ma «investe i settori chiave del manifatturiero e, letto unitamente agli indicatori di caduta dei consumi, in particolare di beni intermedi e strumentali, e del valore della produzione, induce a far considerare ottimistica la previsione di crescita del Pil fissata allo 0,5% del Fondo Monetario Internazionale».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277111

h1

Parisi rompe con la Bindi: avalla gli errori di Veltroni

Luglio 14, 2008

da MilanoNon si stanno tirando i piatti, non si contendono casa, non litigano per gli alimenti. Ma i toni sono quelli di un amore finito. Sì, perché finita, irrimediabilmente, è la liaison politica tra Rosy Bindi, la pasionaria, la donna che alle primarie del Pd osò sfidare il plebiscito annunciato per il leader in pectore Walter Veltroni, e Arturo Parisi, ulivista doc che in quella battaglia la sostenne coniando per lei lo slogan «democratici davvero». Motivo del divorzio? Secondo Arturo lei ha cambiato idea, adesso «avalla gli errori» di Veltroni, compreso lo «slittamento centrista» che segue la rottura dell’alleanza con l’Idv. Insomma, non l’ha seguito nell’opposizione a oltranza a Walter. Ma secondo Rosy è tutt’altra storia: «Credo che ci sia una distinzione tra me e Parisi – ha dichiarato –, io non sono stata meno dura di lui nel registrare la scarsa democrazia interna, ma penso che le idee mie e quelle di molti possano essere utili se vengono offerte a chi ha la responsabilità del partito». A differenza di Arturo, che invece critica per rompere e basta. E che adesso, per bocca degli ulivisti, contesta che la «Bindi non ha ritenuto di condividere la battaglia ulivista contro le vistose violazioni delle regole statutarie e della democrazia interna al partito».A prendere l’iniziativa annunciando ufficialmente la separazione è stato lui. O meglio, è stato un lungo editoriale in rete da ieri sul sito www.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275894

h1

Corse clandestine, notti da incubo a Bonola

Luglio 14, 2008

Non parlate ai residenti del quartiere Bonola, in particolare quelli che gravitano sulle vie Cechov e Quarenghi, delle corse notturne. «Non se ne può più, sono mesi che di notte qui è un inferno e nessuno fa niente», il grido di dolore dell’imprenditore Paolo Masia. «Ho inondato di richieste d’intervento il commissariato di zona ma loro, poveretti, non possono certo blindare il Bonola per fermare i disturbatori». Gli fa eco la moglie Lucia Pugliese: «D’accordo che qui di notte il traffico è limitato, ma quando arrivano queste moto sembra che stia scoppiando una guerra. Noi siamo all’ottavo piano e il rumore è devastante. E chi riesce a dormire?». Ma anche appassionati motoristi come la ventenne Sabrina Picchieri e il capellone Franco Pittino si sentono molestati dai rombi altrui. «Io ho una Bmw 1150 e so bene il rumore che faccio quando mi lancio in autostrada», afferma Pittino. «Ma correre così in città è da criminali. Un rimedio ce l’avrei per questi che impennano come matti e sgommano nel parcheggio: qualche riga d’olio per terra, ne basterebbe un chilo e vedi che dopo certi tomboloni gli passa la voglia di rompere i timpani altrui». «Non mi ci metto proprio a fare gare con loro», precisa Sabrina alla guida di una Kawasaki 650. «Li sento passare dopo mezzanotte e non li invidio proprio perché prima o poi il bel volo lo fanno anche loro».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275985

h1

Stranieri come sardine Denunciato il locatario

Luglio 14, 2008

In un attico di Torvaianica vivevano in condizioni igieniche e sanitarie precarie 25 immigrati, per la maggior parte bengalesi, quasi tutti clandestini, che per vivere vendevano bigiotteria e vestiti sulle spiagge. Tutti sono stati accompagnati in caserma per l’identificazione e la successiva espulsione. Due di essi, uno di 25 anni, l’altro di un 40, nordafricani, sono stati arrestati per inottemperanza al decreto di espulsione del questore. Il locatario dell’immobile è stato denunciato

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276024

h1

Togliatti, così si salvò (per fortuna)

Luglio 13, 2008

Chi ama le costruzioni storiche fondate sui «se», può chiedersi adesso – 60 anni dopo l’attentato a Palmiro Togliatti – quale sarebbe stata la sorte dell’Italia «se», appunto, i conati insurrezionali di quelle giornate tumultuose fossero diventati rivoluzione vera e propria. Il giuoco delle ipotesi non mi affascina particolarmente, e personalmente credo che il quadro nazionale e internazionale non consentisse svolte brusche. Era questa, del resto, anche la convinzione di Togliatti, che non avrebbe esitato a scatenare una sommossa qualora avesse ritenuto possibile la sua riuscita, ma che in quel momento, in quella situazione – e in perfetta obbedienza al pensiero di Stalin – non la voleva: gli sembrava impraticabile e, per usare un termine del lessico comunista, avventuristica.
Essendo sopravvissuto ai colpi di Antonio Pallante, il Migliore poté esortare alla calma i notabili del Pci che a loro volta frenarono le masse in fermento. Ma con la morte di Togliatti – ipotesi tragica che solo per circostanze accidentali non si verificò – cosa sarebbe accaduto? Nessuno è in grado di dare una risposta all’interrogativo. La guerra civile, sfiorata, sarebbe forse diventata realtà. Quel verdetto della sorte che protesse Togliatti cambiò forse il corso delle vicende d’Italia. Il che conferisce particolare interesse all’inedita documentazione di Andrea Cionci sulle caratteristiche del proiettile che raggiunse Togliatti all’osso occipitale.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275661

h1

Hello world!

Luglio 13, 2008

Welcome to WordPress.com. This is your first post. Edit or delete it and start blogging!